Vera moneta
complementare
Nell'articolo
precedente abbiamo visto che una moneta complementare, per essere nella
pratica e nella teoria compatibile con la moneta legale odierna, deve
essere una moneta immaginaria. D'altra parte, la creazione di una tale
moneta ha senso avvenire solo in presenza di forti squilibri del sistema
economico, ossia in presenza di un ciclo economico (vedi Ciclo
economico). Solo in tal caso, infatti, si creano delle discrepanze tra
domanda ed offerta tali da beneficiare di una moneta complementare che
copra tali "buchi" monetari che impediscono l'incontro tra
risorse e bisogni umani.
In
altre parole, la moneta complementare ha una funzione anticiclica. Ma,
come visto, l'unico strumento anticiclico efficace ed efficiente è
l'imposizione fiscale (vedi Politiche
anticicliche). La moneta complementare, quindi, è efficace ed
efficiente quando svolge la funzione tipica dell'imposizione fiscale: la
funzione redistributiva della ricchezza. In che modo può svolgere tale
funzione?
L'unico
modo possibile è la detrazione del valore monetario circolante, per poi
redistribuirlo. Ora, tale detrazione può avvenire attraverso
l'imposizione fiscale ma solo se tale moneta complementare è legalmente
riconosciuta ed emessa da un organo pubblico (l'imposizione coercitiva
presuppone, infatti, il concetto di persona giuridica super partes quale
è lo Stato); oppure può avvenire attaverso l'utilizzo di un tasso
negativo (demurrage) anche nel caso in cui tale moneta complementare non
sia legalmente riconosciuta e non sia emessa da un organo pubblico. Il
tasso negativo, d'altra parte, è l'unico modo dei due compatibile con la
vera moneta complementare che è immaginaria (no riserva di valore) e che
è vera Moneta. Il demurrage infatti penalizza l'accumulo di denaro
(riserva di valore) detraendone una certa percentuale ed in modo
ripetitivo nel tempo ogni x giorni; inoltre, a differenza dell'imposizione
fiscale, non è una detrazione sul valore monetario dei beni e servizi,
bensì una detrazione sul valore monetario tout court (da questo
punto di vista, il demurrage svolge lo stesso ruolo dell'aumento dei
prezzi in presenza di salari/stipendi rigidi). In altre parole, mentre
l'imposizione fiscale è una detrazione del mezzo di scambio, il demurrage
è una detrazione della misura del valore.
Ora,
tale detrazione redistributiva attuata con il demurrage in che modo viene
redistribuita? Per capire ciò, bisogna innanzitutto capire chi può
emettere tale vera moneta complementare. La vera Moneta che svolge anche
la funzione di mezzo di scambio fisico e di riserva del valore deve, come
visto nel materiale, essere emessa da un organo pubblico. La moneta
immaginaria, tuttavia, è come visto sia vera Moneta sia Certificato
monetario. La sua capacità di essere sia pura misura del valore sia mezzo
di scambio "virtuale" (pensiamo ai conti elettronici esistenti
oggigiorno) le permette di avere quell'elasticità di emissione che è
unica nel panorama delle tipologie monetarie. Se è vero infatti che una
vera Moneta necessita di una emissione pubblica, la moneta immaginaria
essendo per definizione anche un Certificato monetario non è sottoposta
ai vincoli ristretti di quei tipi di denaro che sono solo ed
esclusivamente una vera Moneta. E' per questo motivo che può avere un
tasso negativo (cosa non possibile per il denaro che è solo vera Moneta),
ed è per lo stesso motivo che la sua emissione non deve necessariamente
essere effettuata da parte di un organo pubblico.
Tuttavia,
esiste pur sempre in presenza di una moneta immaginaria la sovranità
monetaria: non dei cittadini in quanto membri di una persona giuridica
super partes (Stato), ma dei cittadini in quanto membri della società
umana. La moneta immaginaria permette, in altre parole, di liberare il
valore dei beni e dei servizi (ed indirettamente, dell'essere umano che li
produce) dal vincolo pubblico, contenendo in sé quei gradi di libertà
tipici del Certificato monetario (vedi Convenzione
e Sovranità della Moneta) che la vera Moneta non possiede.
La
vera moneta complementare, quindi, può essere emessa anche da un organo
privato o da una persona privata. La redistribuzione del valore monetario
ottenuto con il demurrage, di conseguenza, può avvenire attraverso
l'offerta di beni e servizi utili al benessere sociale od attraverso la
distribuzione diretta del denaro da parte dell'emittente privato. Tuttavia
distribuzione dei beni e dei servizi e dono del denaro possono essere
svolte entrambe qualora l'emittente del denaro non coincida con il
distributore di beni e servizi attuati con tale moneta (1). In questo
caso, infatti, l'emittente la moneta complementare dona il denaro
accumulato attraverso il demurrage ai distributori di beni e servizi
affinché svolgano con tale denaro la funzione redistributiva del
benessere sociale.
A
differenza dell'imposizione fiscale attuale, quindi, una vera moneta
complementare permette una redistribuzione non solo del reddito, dei
consumi, degli investimenti, dei risparmi ed in generale del valore
monetario dei beni e dei servizi, bensì del benessere sociale nel suo
complesso, andando infatti a tassare il valore monetario tout court in
quanto misura del valore e non in quanto mezzo di scambio, e permettendo
in tal modo di liberare la tassazione da vincoli reali ed utilizzarla
liberamente per fini sociali con un approccio olistico al benessere umano.
Note:
(1)
qualora emittente e distributore di beni e servizi coincidano nella stessa
persona (fisica o giuridica), dono e distribuzione dei beni e servizi sono
per forza alternativi. Dono e distribuzione dei beni e servizi ottenuti con
tale dono sono infatti per definizione due concetti consequenziali che
richiedono, quindi, la presenza di due soggetti distinti: il donante ed il
ricevente tale dono. Non ha senso dire, in altre parole, che il donante doni
a se stesso.
29/11/2005
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