Tempo e denaro
Il
rapporto tra tempo e denaro può essere visto sotto tre punti di vista: 1)
valore temporale del denaro 2) valore del denaro nel tempo 3) quantità di
denaro nel tempo. Vediamoli meglio.
Il
valore temporale del denaro indica il valore attribuito socialmente
all'avere denaro oggi piuttosto che all'averlo domani. Questa visione,
punto fondamentale della finanza, è la motivazione principale a supporto
del pagamento di un interesse sul denaro. Questa visione deriva,
naturalmente, dal vedere il denaro come una moneta-merce, come un puro
mezzo di scambio (Certificato monetario) e non prima di tutto come una
misura del valore (Moneta).
Il
valore del denaro nel tempo indica il valore che nella pratica
il denaro ha in diversi momenti. Ciò dipende dal rapporto esistente tra
denaro e beni e servizi sottostanti. In presenza di una vera Moneta, il
valore del denaro è costante nel tempo in quanto essa viene emessa solo
per coprire un valore reale, cioè un costo di produzione. In
presenza di un Certificato monetario, il valore del denaro è variabile
nel tempo in quanto esso viene emesso non solo per coprire un valore
reale, ma in generale per finanziare un bene o servizio (da
produrre o prodotto che sia).
Questa
diversa concenzione del valore del denaro porta automaticamente ad una
diversa concenzione della quantità di denaro che deve essere
presente in diversi momenti, a parità di beni e servizi creati
(nel tempo) ed esistenti (oggi, o comunque in un dato arco temporale
relativamente breve). In presenza di una vera Moneta, la quantità di
denaro presente deve misurare un valore creato nel
tempo, ossia dei costi di produzione realizzatisi nel tempo.(1)
In presenza di un Certificato monetario, invece, può accadere anche che
la quantità di denaro presente possa misurare non un valore creato bensì
il valore esistente in un dato momento, ossia il
valore della produzione realizzatosi nell'ultimo periodo
(solitamente, l'anno solare).(2) Ma in questo secondo caso, non si tratta
di una vera misura, la quale per definizione è un'essenza la cui
esistenza è indipendente dall'esistenza materiale presente della sostanza
sottostante.
Ciò
che cambia, in sostanza, è il diverso approccio nel momento in cui un bene
o servizio viene consumato o distrutto o ne viene creato uno nuovo: in
presenza di una vera Moneta, la massa monetaria non cambia (salvo che il
nuovo bene o servizio creato sia coperto con una spesa pubblica); in
presenza di un Certificato monetario, invece, la massa monetaria può anche
cambiare in modo indipendente dal reale valore dei beni e servizi creati
nel tempo con l'emissione monetaria, non misurando quindi un vero
valore. Ad esempio attraverso una distruzione (nuova creazione) del mezzo di
scambio una volta consumato o distrutto (creato) il bene o servizio, nel
caso di emissioni da parte di esercenti; od attraverso una
distruzione (nuova creazione) del mezzo di scambio una volta rientrato
all'emittente il prestito effettuato (una volta effettuato il prestito) con
creazione di nuova moneta, nel caso di emissioni da parte di un organo
apposito, quale il sistema bancario.
Note:
(1)
non tutto il valore creato nel tempo, dato che la
maggior parte del valore viene realizzato utilizzando Moneta già circolante
nel sistema, investita (attraverso il risparmio) per realizzare attività
produttive.
(2)
in teoria la quantità di Certificato monetario emessa può misurare anche il
valore creato nel tempo o un valore
esistente in un dato momento, ma non consideriamo qui queste
due altre ipotesi dato che storicamente (a causa di certo del poco senso
logico di tali ipotesi) non sono state solitamente messe in pratica.
13/7/2005
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