Riserva
frazionale vs. riserva totale
Il
sistema bancario moderno crea denaro attraverso un'emissione della Banca
Centrale ed attraverso una ulteriore creazione di denaro da parte delle
banche ordinarie. Questo secondo tipo di creazione del denaro si basa
sull'esistenza di un coefficiente di riserva obbligatoria che
permette alle banche ordinarie di creare denaro dal nulla. Vediamo meglio,
in sintesi, come funziona.
La
creazione di denaro da parte della Banca Centrale è esplicitamente
discrezionale, potenzialmente illimitata. La creazione di denaro delle
banche ordinarie è invece ufficialmente soggetta ad un limite basato sul
cosiddetto coefficiente di riserva obbligatoria. Oggigiorno, tale
coefficiente di riserva si basa su alcune passività della banca, in
particolare depositi e titoli: un coeff. di riserva del 2% per
depositi e titoli con scadenza o rimborsabili fino a due anni; un
coeff. di riserva del 0% per depositi e titoli con scadenza o
rimborsabili oltre i due anni. Inoltre, anche nel sistema SEBC vale
ciò che in Italia esisteva già dal 1990, ossia la mobilizzazione
della riserva: l'obbligo di riserva richiede che la banca mantenga una
riserva media giornaliera, calcolata nell'arco di un mese, almeno pari
all'ammontare di riserva dovuto. È dunque possibile, con la
mobilizzazione della riserva, movimentare l'intera riserva purché a fine
giornata il conto riserva/regolamento (il conto su cui la banca
mantiene le proprie riserve pressa la Banca Centrale) non presenti saldi
negativi.
Ad
esempio, ipotizzando una banca con 1000 euro di depositi con scadenza 12
mesi, essa ha l'obbligo di tenerne 20 come riserva (2% mobilitabile, vedi
sopra) e può prestarne un massimo di 980. Tali 980 euro possono poi
diventare depositi della stessa o di un'altra banca, ed ipotizzando che
rimangano anch'essi depositi con scadenza 12 mesi, 19,6 euro dovranno
rimanere in riserva (2%) ed un massimo di 960,4 euro potranno essere
prestati, e così via. Tale meccanismo crea denaro dal nulla in quanto i
depositi continuano ad esistere come denaro, anche se in alcuni casi
vincolati nell'utilizzo immediato. Da quei 1000 euro di depositi iniziali,
il sistema bancario nel suo complesso può prestare quindi, attraverso il
passaggio depositi-prestiti-depositi sopra accennato, un massimo di 50.000
euro (una semplice serie geometrica: 1.000x(1+0,98+0,98*2+0,98*3+...)).
Se
tale calcolo di creazione del denaro dal nulla da parte del sistema
bancario è vero in un sistema monetario statico, non lo è però
in un sistema monetario dinamico. Infatti quei soldi nella realtà
si muovono velocemente nel sistema, e quindi lo stesso medesimo denaro
può in poco tempo, divenendo deposito di diversi depositanti o di diverse
banche, permettere la creazione di denaro non solo una volta, ma molte
volte. Potenzialmente, infinite volte. Ciò significa che la creazione di
denaro reale non è solo di 50 volte, ma è ben superiore. E tanto
maggiore è la velocità di circolazione della moneta, tanto maggiore
sarà la moneta creata.
La
creazione di moneta nel sistema monetario odierno basato su riserva
frazionale, quindi, non ha sostanzialmente alcun limite, a differenza di
quanto ufficialmente dichiarato. E la riserva frazionale quindi,
oggigiorno peraltro quasi inesistente, è in realtà uno strumento fittizio
di limitazione della creazione di moneta dal nulla (strumento di politica
monetaria restrittiva). Ed altrettanto
fittizia è la base monetaria (denaro emesso dalla Banca Centrale) come
strumento di politica monetaria restrittiva (1): tolto infatti il denaro iniziale emesso
dalla Banca Centrale (una qualsiasi quantità positiva, anche un
infinitesimo), per il meccanismo sopra descritto se ne può creare
all'infinito attraverso le banche ordinarie.
Tale
concetto non è sovente compreso in quanto si tende a ragionare in modo
statico, e non dinamico; ed a considerare la creazione di moneta
scritturale come la risultante del solo coefficiente di riserva
obbligatoria, senza considerare la velocità di circolazione della
moneta.
Ciò
è quanto accade nel presente sistema bancario, ed è il meccanismo che
sta alla base del Signoraggio sulla moneta scritturale discusso
nell'articolo Tipologie di
Signoraggio. Infatti il denaro rientrante alla banca dal prestito
effettuato, risulta per la banca ordinaria un guadagno puro (addizionato
oltretutto dell'interesse), proprio perché tale denaro venne creato dal
nulla e non costò la privazione di alcun denaro alla banca.
Ufficialmente,
si sostiene che tale denaro prestato (il capitale) venga automaticamente
"distrutto" (virtualmente, oggigiorno, essendo la moneta per lo
più scritturale) al momento del pagamento del prestito da parte del
cliente, e che la banca si tenga solo gli interessi su tale capitale.
Questo è quanto risulta anche dalla contabilità e dal bilancio bancario,
dove solo gli interessi pagati dal cliente risultano in conto economico
come ricavo mentre il capitale pagato dal cliente risulta un elemento
patrimoniale attivo scalato dai crediti v/clienti nello stato patrimoniale
di fine anno, mimetizzando in tal modo il fatto che anche tale capitale
sia in realtà un guadagno per la banca.
Quando
vi è uno spostamento del denaro da una banca ad un'altra, tale
"distruzione" del capitale avviene attraverso una clearing house
(stanza di compensazione), che regola i conti pendenti tra le banche.
L'azzeramento del saldo dei c/reciproci tra le diverse banche fa
apparentemente sparire il capitale inizialmente creato dal nulla, il quale
nella realtà viene intascato dalla banca nel momento in cui il cliente
restituisce il capitale prestato (più gli interessi).
In
presenza di una vera Moneta, un tale meccanismo non può per definizione
esistere. La creazione di moneta è in tal caso nelle mani di un organo
pubblico, come già spiegato, che emette moneta ex post e per coprire solo
dei costi di produzione. Private del potere di creare denaro, le banche
ordinarie possono in tal caso solo fungere da puri intermediari
finanziari, prestando denaro proprio o dei depositanti ma garantito in
modo totale, ossia con una riserva del 100%. In altre parole, il denaro
prestato non deve superare il capitale proprio (anche i depositi prestati,
infatti, devono essere coperti al 100% da capitale proprio).
Una
vera tutela del risparmio richiede quindi una riserva totale come sopra
descritta. In tal modo la riserva non è più un fittizio strumento di
politica monetaria bensì uno strumento a garanzia di una corretta misura
del valore.
Note:
(1)
come strumento di politica monetaria espansiva è invece ottimo, al
pari del coefficiente di riserva obbligatoria delle banche ordinarie, dato
che né la BC né le banche ordinarie hanno limiti nella possibilità di
creazione di denaro dal nulla, come spiegato.
L'unico
strumento di politica monetaria sia espansivo sia restrittivo è il tasso
ufficiale di sconto (dal '99 chiamato tasso ufficiale di riferimento),
determinato dalla BC (la BCE nel nostro caso).
2/8/2005
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