Moneta vs.
Certificato monetario
Finora
abbiamo parlato del Signoraggio come profitto derivante dal potere di
emettere Moneta. Tale tipo di profitto esiste anche per ciò che
Moneta non è. In generale, infatti, qualsiasi tipo di
"convenzione" il cui valore nominale è maggiore del valore
intrinseco (costo di produzione), genera un profitto. Ciò vale sia
per convenzioni istituzionali, quali la Moneta, sia per convenzioni
sociali, quali i beni ed i servizi offerti nella società che
hanno un valore nominale (prezzo) superiore al valore intrinseco (costo di
produzione). Tale tipo di profitto viene chiamato Signoraggio per quanto
riguarda la produzione di Moneta e semplicemente Profitto per quanto
riguarda tutti i beni e servizi.
In
particolare, vogliamo qui focalizzarci su un particolare bene che non è Moneta ma che viene spesso confuso con essa: parliamo del
Certificato monetario. Un Certificato monetario è una
"versione distorta" della Moneta: esso non è cioè misura
del valore, ma solo mezzo di scambio. La Moneta, invece, è
innanzitutto misura del valore e, solo di conseguenza, anche mezzo di
scambio.
La
Moneta, come ogni misura, è per definizione stabile: l'unità
monetaria, cioè, deve misurare sempre la stessa quantità di valore. In
altre parole:
1)
se esistono più Monete, esse devono avere un cambio fisso.
2)
la quantità di Moneta prodotta (emessa) deve coprire solo un reale
valore prodotto di beni e servizi, ossia deve coprire un costo
di produzione di beni e servizi.
Se
queste due caratteristiche non sono soddisfatte, allora non siamo in
presenza di una Moneta, bensì di qualcosa d'altro. Se questo
"altro" funge da mezzo di scambio, esso può essere definito
Certificato monetario: esso svolge infatti la funzione di "mezzo di
scambio" tipica della Moneta ma non è Moneta, in quanto non è prima
di tutto "misura del valore". Le caratteristiche che tale
Certificato può avere sono, diversamente dalla Moneta:
1)
cambi flessibili, in quanto non è misura del valore.
2)
la quantità di Moneta emessa non per forza copre un reale valore
prodotto.
La
valuta oggi esistente non è quindi Moneta, ma Certificato monetario. Ed
anche tale Certificato ha un suo profitto costituito dalla differenza tra
valore nominale e costo di produzione dello stesso Certificato. Che viene
erroneamente chiamato Signoraggio: tale Certificato non è infatti Moneta,
ma un semplice bene utilizzato convenzionalmente come mezzo di
scambio.
Nota:
è bene distinguere il Certificato monetario dal Titolo
monetario. Infatti, un Titolo monetario non è Moneta ma, in quanto sua
rappresentazione, deve essere sempre convertibile in Moneta. Un
Certificato monetario, invece, non rappresenta la Moneta ma la sostituisce
in toto. E non è quindi convertibile in Moneta, in quanto è tale
Certificato stesso che funge da mezzo di scambio al posto della
Moneta. I cosiddetti Titoli monetari odierni, quindi, sono in realtà
Titoli di Certificati monetari, e non di Moneta. Ed è per questo motivo
che, al pari del Certificato monetario stesso, sono considerati mezzi di
scambio e non misura del valore. Il che permette l'esistenza di un mercato
finanziario in cui tali Titoli (di credito) vengono scambiati. E' solo una
visione della moneta come puro mezzo di scambio (moneta-merce) che
permette la creazione di un valore di mercato del Titolo
"monetario", riducendo la differenza tra "moneta" e
"titolo monetario" ad una sola questione di diverso grado di
liquidità (da cui la confusione attuale di definire cosa sia moneta e
cosa no: vedi le varie definizioni di moneta M1, M2, M3 basate appunto sul
diverso grado di liquidità del mezzo di scambio).
14/6/2005
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