Moneta pubblica
vs. Moneta politica
Si
è detto come la Moneta, in quanto convenzione istituzionale, sia di
proprietà dei cittadini, in quanto comunità. In tal modo si è
definita una vera Moneta di proprietà pubblica. Riteniamo utile
ora precisare cosa si intende con tale definizione.
La
proprietà pubblica necessita, come già visto, la presenza di una legge
che determini ciò che è pubblico e ciò che, di conseguenza, non lo è.
La legge è determinata dal potere politico, ossia dal potere
legislativo. Il potere politico è solo una parte del potere
pubblico: ad esso si aggiungono, solitamente, un distinto potere
giudiziario ed un (parzialmente) distinto potere esecutivo.
In
altre parole, soliamo oggigiorno spartire il potere pubblico tra i Legislatori,
garanti della giustizia tout court; i Giudici, garanti della
giustizia legale; ed il Governo, garante dell'ordine sociale
e del rispetto della legge sia nei rapporti interni sia nei rapporti
esterni.
Ora,
in un sistema sociale in cui esiste una vera Moneta, essa deve essere
emessa (e la sua stessa emissione controllata) da un organo pubblico.
Abbiamo già definito la vera Moneta (vedi articolo Convenzione
e sovranità della Moneta) come garante dell'ordine degli scambi. Ed
essendo l'ordine degli scambi parte dell'ordine sociale, ed il controllo
dell'emissione monetaria parte del controllo del rispetto della legge, ne
deriva che secondo le definizioni qui espresse il potere di emettere e
controllare la Moneta è parte del potere esecutivo, e quindi funzione da
preporre al Governo.
Una
vera Moneta quindi non è una moneta politica, pur essendo una moneta
pubblica. E la sua emissione e gestione spetta ad un organo governativo
apposito, quale quello che oggigiorno viene solitamente chiamato, seppur
in presenza di un Certificato monetario, Ministero del Tesoro o
dell'Economia. Organo, quest'ultimo, facente parte di uno dei tre poteri
pubblici: il potere esecutivo.
Sebbene
nel sistema democratico odierno potere politico e potere esecutivo siano
legati tra loro (i vertici dell'esecutivo sono scelti da esponenti
politici), riteniamo che il buon senso vorrebbe che in presenza di una
vera Moneta, di emissione e controllo pubblico, il potere esecutivo
monetario fosse indipendente dal potere politico dal punto di
vista decisionale e che quindi i vertici dell'esecutivo monetario fossero
scelti non dai politici bensì eletti democraticamente dal popolo.
Ciò
al fine di garantire che chi crea Moneta sia indipendente dal punto
di vista decisionale da chi stabilisce la modalità di spesa
pubblica. In altre parole, al fine di garantire che chi decide come
spendere il denaro pubblico non sia lo stesso soggetto che decide quanto
spenderne: una divisione questa che garantisce, in sintonia con la
classica tripartizione montesquiana, un minor accentramento del potere
pubblico. E, in particolare, una chiara distinzione tra una funzione
pubblica con un interesse di lungo periodo o Costituzionale (emissione e
gestione della Moneta) ed una con un interesse di breve-medio periodo o
congiunturale (decisione politica).
25/7/2005
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