Moneta e Tasso
di interesse
Nel
precedente articolo, in una nota, abbiamo accennato all'influenza della
moneta sul tasso di interesse. Cerchiamo ora di analizzare meglio il
rapporto tra queste due variabili.
Per
quanto detto finora, appare chiaro che tale relazione può esistere solo
in presenza di un Certificato monetario. Una vera Moneta, infatti, per
definizione non ha un prezzo.
Dobbiamo
inoltre distinguere tra tasso di interesse nominale e tasso di interesse
reale. Tale tipo di distinzione è necessaria per quelli variabili in cui
il valore monetario è considerato non in un dato istante bensì in un
dato intervallo di tempo; in tale intervallo di tempo, infatti, la
stabilità dei prezzi (sia in presenza di una Moneta che di un Certificato
monetario) può venir meno, e con essa anche quella del prezzo della
"moneta", cioè l'interesse: l'interesse nominale diviene
così interesse reale se consideriano l'effetto della variazione
dei prezzi e quindi del potere d'acquisto del denaro
nell'intervallo di tempo considerato.
Le
relazioni tra moneta e tasso di interesse qui delineate valgono sia per il
tasso di interesse nominale sia per quello reale. Inoltre, valgono
qualsiasi sia l'intervallo di tempo considerato, così come tutte le
relazioni tra variabili.(1)
La
moneta (meglio, una variazione della sua quantità offerta)
influenza il tasso di interesse (meglio, una variazione del suo valore) a
causa del tasso di sconto. Una maggior offerta di moneta nel
sistema, ad esempio, tenderà a stimolare la banca centrale ad effettuare
una diminuzione del tasso di sconto (per riequilibrare il precedente
aumento di offerta di moneta con un aumento della domanda di moneta) e di
conseguenza dei tassi di interesse, al fine di riequilibrare su un valore
simile il costo del denaro di mercato ed il costo del denaro bancario.
Il
tasso di interesse (meglio, una variazione del suo valore) influenza la
moneta (meglio, una variazione della sua quantità) a causa della presenza
della moneta-debito. Una riduzione del tasso di interesse, ad
esempio, tenderà a stimolare un aumento dei prestiti proporzionale
all'elasticità della domanda rispetto all'offerta, causando di
conseguenza un aumento della massa monetaria nel sistema (ogni prestito
bancario aumenta infatti la massa monetaria in circolazione, anche una
volta che il prestito sia stato ripagato. Vedi: Tipologie
di Signoraggio).
In
generale, non è possibile determinare se sia maggiore l'effetto
della moneta sul tasso di interesse o quello del tasso di interesse sulla
moneta. Infatti così come una variazione in positivo ed una in negativo
della moneta influenzano (nella opposta rispettiva direzione) il tasso di
interesse, anche una variazione in positivo ed una in negativo del tasso
di interesse influenzano (nella stessa identica direzione, in positivo) la
moneta. Sia l'effetto della moneta sul tasso di interesse, sia l'effetto
del tasso di interesse sulla moneta dipendono dal sistema bancario
(decisione del tasso di sconto ed emissione della moneta-debito).
Note:
(1)
la distinzione classica tra breve (talvolta anche medio) e lungo periodo,
infatti, è puramente teorica (nel senso di non basata sul normale
comportamento umano) non solo per quanto riguarda l'ampiezza
dell'intervallo considerato, ma anche per quanto riguarda l'esistenza di
diverse relazioni tra le variabili nei diversi periodi considerati. Tali
diverse relazioni causali nei diversi periodi considerati, sebbene possano
essere reali in certe circostanze, derivano infatti non dal buon senso
bensì: a) dalla pura discrezionalità del sistema bancario che
crea cicli economici artificiali (dal punto di vista della
produzione e di conseguenza della disoccupazione, del livello dei prezzi e
delle altre variabili economiche) attraverso il controllo discrezionale
del costo del denaro e della quantità di denaro disponibile nelle tasche
della gente. b) da shock della domanda o dell'offerta dovuti a
situazioni contingenti che creano cicli economici naturali.
12/7/2005
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