Moneta e Sistema
di valori
Chi
ha seguito sin qui quanto scritto, si sarà di certo reso conto di come
una diversa definizione del mezzo di pagamento dei debiti comporti sistemi
di produzione e di distribuzione dei beni e servizi molto diversi tra
loro. Sistemi che dipendono, alla fine, dal sistema di valori della gente
e quindi, in ultima analisi, dalla loro coscienza.
Nell'ultimo
articolo abbiamo visto che tutti i costi eccedenti ai costi di produzione,
in presenza di una vera Moneta, non devono per definizione essere
scaricati sul prezzo (ricordiamo infatti che una vera Moneta richiede che
il prezzo coincida con i costi di produzione, ossia con il vero valore del
prodotto). Come coprire, allora, tali costi aggiuntivi?
Questa
semplice domanda, che deriva in modo logico dalla definizione di Moneta
qui data, mette in evidenza in modo chiaro l'enorme differenza di valori
tra una società basata su una vera Moneta ed una società basata sul
Certificato monetario.
Conseguenze
dirette, quindi, della presenza di una vera Moneta sono:
1)
mercato prevalentemente locale
2)
rilevanza del dono
3)
ruolo sociale del produttore, del distributore e del mercante
Vediamo
quindi meglio questri tre punti.
Il
fatto che in presenza di una vera Moneta il prezzo debba coincidere con i
costi di produzione, comporta automaticamente che non solo il produttore
ma anche il distributore ed il mercante non possano vendere il bene o
servizio ad un prezzo superiore ai costi di produzione. Quindi solo se il
bene o servizio offerto dal distributore o dal mercante è (parzialmente o
totalmente) diverso da quello del produttore, esso può avere maggiori
costi di produzione che giustificano un aumento del prezzo.
Ciò
comporta che non vi possono essere speculazioni da parte di intermediari
nella vendita del prodotto. E ciò comporta, di conseguenza, il consumo di
beni prevalentemente locali.
E'
naturale però che una comunità locale possa avere bisogno (o anche
semplicemente desiderare) un bene o servizio prodotto in un'altra
comunità. In presenza di una vera Moneta, in cui il prezzo non può
essere superiore ai costi di produzione, come avvengono questi scambi?
Le
possibilità sono due: o vengono donate, o vengono vendute al loro prezzo
reale. In entrambi i casi, chi copre i costi di trasporto? Il buon senso
richiede che sia chi ha bisogno (o desiderio) di tale bene o servizio a
pagarlo. Sarebbe quindi la comunità compratrice a pagare in moneta (o
attraverso il baratto, se ritenuto idoneo) il costo di trasporto di tali
beni e servizi.
La
presenza di una vera Moneta rivaluta enormemente anche il ruolo sociale
del produttore, del distributore e del mercante. Essi infatti non lavorano
per massimizzare il profitto, ma, come tutti i lavoratori, per massimizzare
il valore del proprio lavoro. Valore che, in presenza di una vera
Moneta, è valore giuridicamente riconosciuto dalla comunità.
E
si badi, tale distinzione non è di poco conto. Chi massimizza un
profitto, massimizza una speculazione, ossia un valore non reale. Chi
massimizza il valore del proprio lavoro, massimizza un valore reale, in
quanto frutto di un lavoro reale. Quando detto significa che anche il
produttore, il distributore ed il mercante ottengono un ricavo dal loro
lavoro come fattore di produzione e parte quindi dei costi di
produzione.(1)
I
costi addizionali rispetto a quelli di produzione elencati nell'articolo
precedente quindi, in presenza di una vera Moneta, sono a carico di:
1)
costi di distribuzione: distributore
2)
costo fiscale: nessuno (2)
3)
costo finanziario: chiunque prenda in prestito (3)
4)
variazione valore monetario beni/servizi: chi utilizza tali
beni/servizi come fattore di produzione (4)
Quanto
detto in questo articolo spiega come una presenza di una vera Moneta possa
esistere solo come conseguenza di un cambiamento del sistema di valori
oggi presente. La Moneta, come già detto, è infatti una misura di
un'essenza (il valore), ossia una misura spirituale. E tale misura
non può per definizione esistere senza lo Spirito: quando esso sarà ben
presente nell'essere umano, allora e solo allora esso potrà essere
misurato correttamente...con una vera Moneta.
Note:
(1)
ciò significa che, in presenza di una vera Moneta: il ricavo del produttore
è uno stipendio come lavoratore; il ricavo del distributore
esiste solo se il prodotto distribuito è (parzialmente o totalmente) diverso
da quello del produttore iniziale, giustificando in tal modo un aumento dei
costi di produzione e quindi del prezzo (e tale aumento è il ricavo del
lavoro del distributore); il ricavo del mercante esiste solo come
semplice trasportatore, pagato da colui che richiede il trasporto, ma
il prezzo a cui vende il bene è identico a quello del produttore o del
distributore, a seconda dei casi.
Definiamo
qui "distributore" colui che vende il prodotto ai
consumatori e "mercante" colui che trasporta il prodotto
dal produttore al distributore, dal distributore al consumatore, o
direttamente dal produttore al consumatore, a seconda dei casi.
(2)
in presenza di una vera Moneta, per definizione non esistono imposte e
tasse.
(3)
alla pari di ogni normale lavoratore, anche il produttore, il distributore
ed il mercante copriranno da sé i costi finanziari (non avendo infatti la
possibilità, come avviene oggi, di scaricarli sui prezzi a danno dei
consumatori).
(4)
se tale variazione riguarda un bene o servizio utilizzato dal produttore
come fattore di produzione, sarà lui quindi a farsi carico di una eventuale
variazione negativa. Se tale variazione riguarda un bene o servizio
utilizzato dal distributore come fattore di produzione, sarà quest'ultimo
invece a farsi carico di una eventuale variazione negativa. Lo stesso dicasi
per un bene o servizio utilizzato dal mercante come costo di trasporto.
30/6/2005
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