La moneta-debito
come il sangue avvelenato
La
via d'uscita: la proprietà popolare della moneta
Come
il sangue distribuisce ossigeno in tutto il corpo, così la moneta
distribuisce potere d’acquisto al mercato. Quando la moneta era d’oro
(o di altra merce) l’ossigeno monetario era pulito. I popoli potevano
vivere in serenità tempi di benessere perché il potere d’acquisto
conferito per pura con-venzione ai simboli, duplicava la ricchezza senza
duplicare il debito. Infatti la somma delle unità di misura monetarie
incorpora una quantità di valore pari a quello di tutti i beni reali
misurati o misurabili nel valore perché il potere d’acquisto ha
un valore commisurato a quello dei beni che si possono acquistare.
Ecco perché la moneta duplica il valore dei beni reali cioè la ricchezza
della collettività. Il valore duplicato può avere o il segno positivo
della proprietà (oro) o il segno negativo del debito.
Con
l’avvento della moneta nominale (1694 data di costituzione della Banca
d’Inghilterra e dell’emissione della sterlina) l’ossigeno
monetario è stato avvelenato dal debito non dovuto. Prima, chi
trovava una pepita d’oro se ne appropriava senza indebitarsi verso la
miniera; con la moneta nominale, al posto della miniera c’è la banca
centrale, al posto della pepita un pezzo di carta, al posto della proprietà
il debito perché la banca emette moneta solo prestandola. In tal modo i
popoli sono stati trasformati inconsapevolmente da proprietari in debitori
del proprio denaro nella più grande truffa di tutti i tempi, passata
inosservata perché basata sul principio della riserva.
La
moneta nominale è stata infatti concepita come titolo di credito
rappresentativo della riserva sicché la banca centrale poteva affermare
di essere proprietaria della moneta in quanto proprietaria della riserva.
All’origine il portatore poteva presentare la banconota all’incasso e
convertirla in oro. Col divieto della convertibilità la moneta, pur
rimanendo vera moneta, diventava falsa cambiale. Il
governatore, debitore apparente, diventava creditore reale, in quanto
emetteva la moneta solo prestandola, ed il portatore, creditore apparente,
diventa il vero debitore, come tale, proprietario provvisorio della moneta
per la durata del prestito insindacabilmente concesso per quantitativi e
tempi, dal vero padrone: il governatore.
Il
signoraggio bancario ha trasformato i popoli da proprietari in debitori
del proprio denaro, perché si è mascherata sotto la parvenza del valore
creditizio, basato sulla riserva (con la formula "pagabile a
vista al portatore") il valore indotto basato sulla convenzione
sociale. In tal modo la moneta è stata trasformata in una fattispecie
analoga al francobollo di antiquariato che ha valore per convenzione e senza
riserva. La risultante di questa strategia è stata la sistematica
trasformazione delle banche centrali da debitrici in proprietarie per un
valore pari a tutto il denaro emesso sotto forma di false cambiali.
Abolita
la convertibilità con l’avvento del c.d. corso forzoso, e
successivamente eliminata la stessa riserva, con la fine degli
Accordi di Bretton Woods (15 agosto 1971), il compenso dovuto alla banca
centrale, andava commisurato essenzialmente a quello dovuto ad una
tipografia; mentre la banca si è appropriata, senza contropartita, della
differenza tra costo tipografico (o scritturale) e valore nominale (creato
dalla convenzione sociale), duplicata peraltro dalla emissione attuata prestando
il dovuto, come lucro illecito di una truffa.
Su
queste premesse, in data 8 Marzo 1993, presentai esposto-denuncia per
truffa contro il Governatore Azeglio Ciampi, pro tempore della
Banca d’Italia. Il dott. Ettore Torri, della Pocura della Repubblica del
Tribunale di Roma, mi convocò e nel colloquio presso il suo Ufficio, dopo
aver riconosciuto che "era stata data la prova dell’elemento
materiale del reato", soggiunse che mancava il dolo perché il
vigente sistema monetario si era consolidato nella prassi: testualmente: "perché
è stato sempre così".
Di
fronte a questa obiezione rimasi sconcertato e replicai che la
continuazione del reato, consolidato nella prassi è un aggravante, non un
esimente della responsabilità penale e comunque poteva essere fatta salva
la buona fede fino al momento della denuncia, dopo di che sarebbe stata
acquisita la consapevolezza del reato e la certezza del dolo.
Pur
non essendo accettabili le motivazioni addotte dal dott. Torri, tuttavia
è possibile riconoscerne l'attendibilità a condizione che siano
salvaguardate le vittime della truffa monetaria concedendo, a richiesta di
parte , la moratoria dei debiti monetari e che si programmino i tempi e
mezzi tecnici per sostituire alla moneta sporca (riconosciuta tale
dallo stesso dott. Torri) la moneta pulita, in un regime
transitorio di doppia circolazione. Infatti, dopo aver precisato che: a)
come nell’indotto fisico la corrente elettrica esiste in quanto si
realizza con la caratteristica della continuità; così nell’indotto
giuridico il valore della moneta persiste sul mercato al di là dei cicli
esistenziali dei singoli contratti di compravendita; b) la moneta è come
il sangue, anche se avvelenato dalla truffa del debito non dovuto, non
può essere eliminato drasticamente senza causare il collasso del sistema
economico e sociale (analogo a quello causato in Argentina dal drastico
prosciugamento di moneta operato dalla grande usura). A conferma sta il
fatto che centinaia di milioni di uomini muoiono di fame non per mancanza
di pane, ma del denaro per comprarlo.
Pretendere
di correggere i pur gravi difetti del sistema con la drastica abolizione
della moneta-debito, sarebbe come dissanguare totalmente un essere vivente
in attesa della successiva trasfusione. Il rimedio sarebbe peggiore del
male perché si andrebbe a trasfondere sangue in un cadavere. Ecco perché
i tempi di attuazione di una valida riforma monetaria che restituisca al
portatore la proprietà della "sua" moneta va realizzata
gradualmente e con prudenza.
Particolarmente
significativa – in questo senso – la magistrale intuizione di Ezra
Pound (Lavoro ed usura, Milano, 1975, p.54): "Ciò che è
mancato in Italia (…) è la visione del processo di strozzinaggio (…)
ed il rapporto tra gli affari (…) ed il sistema monetario mondiale,
operando non a breve scadenza, non a periodi di tre mesi o di tre anni, ma
alla lunga, durante secoli e mezzi secoli (…)." Pound aveva
capito che non si può eliminare il sangue monetario avvelenato da debito
non dovuto, con un colpo di spugna. Sarebbe un rimedio peggiore del male.
Ecco perché la sostituzione della moneta sporca (debito del portatore e
proprietà della banca) con quella pulita (proprietà del portatore e
debito della banca), va fatta gradualmente con la doppia circolazione.
Su
queste premesse appare evidente la validità delle due iniziative promosse
dal Sindacato Antiusura – SAUS: 1) l’esperimento del SIMEC a
Guardiagrele che ha dato conferma della validità della teoria del valore
indotto perché si è creata per mera convenzione, come misura del
valore e valore della misura una moneta sperimentale proprietà
del portatore, senza riserva, con simboli di costo nullo (carta e
inchiostro). 2) la diffida notificata alla Banca Centrale Europea
nella persona del Governatore Wim Duysemberg, ad astenersi
dall’emissione dell’euro (a mezzo di Ufficio Giudiziario del Tribunale
di Chieti, in data 16 aprile 2001). In tal modo il SAUS ha contestato la
legittimità della moneta europea, indicando ad un tempo come sostituirla
con altro strumento di misurazione del valore, senza causare il collasso
del sistema economico peraltro nel pieno rispetto dei legittimi interessi
delle collettività nazionali dei Paesi membri.
Sembra
opportuno, con l’occasione, evidenziare che, mentre per i Governatori
delle Banche Centrali degli Stati Europei poteva essere riconosciuta la
buona fede (perché la prassi della utilizzazione della moneta gravata di debito
non dovuto era stata ereditata dall’originaria moneta concepita come
titolo di credito rappresentativo della riserva), nessuna giustificazione
può essere riconosciuta alla emissione dell’euro perché ne era
stata tempestivamente contestata la legittimità con la suddetta diffida,
prima che ne iniziasse la circolazione.
In
questa situazione, è dovere dei magistrati prendere atto della
illegittimità dell’emissione dell’euro, concedere la moratoria
dei debiti, a richiesta di parte, e consentire la doppia circolazione di euro
e SIMEC (o di analoga misura del valore) per lo stato di necessità
delle vittime del reato (art.54 c.p.). Infatti, una volta
dimostrato che il costo del denaro, all’atto dell’emissione, è del
200% (oltre gli interessi ed i prelievi fiscali) è evidente che la
puntualità dei pagamenti è impossibile. La società è pervasa
dall’angoscia dell’insolvenza ineluttabile di cui è prova la malattia
sociale del suicidio dei debitori per i debiti non dovuti che non
ha precedenti nella storia. Non a caso il SIMEC è nato a Guardiagrele che
è il paese in Italia che ha la più alta percentuale di suicidi.
Su
queste premesse, evidenziate le gravissime responsabilità delle autorità
monetarie europee per truffa perpetrata in danno delle collettività
nazionali (espropriate ed indebitate senza corrispettivo per tutto l’euro
in circolazione) ovemai – preso atto della gravità dei reati
contestati – i competenti organi statuali e monetari rimanessero inerti
omettendo di tutelare la legittima proprietà della moneta, potrebbero
rendersi responsabili di omissione di atti dovuti, di infedeltà in affari
di stato ed even-tualmente corresponsabili, per associazione a delinquere,
del medesimo reato di truffa contestato al Governatore della BCE.
Fonte:
www.abruzzopress.it
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