Moneta
complementare vs. moneta alternativa
La moneta complementare è una moneta il cui utilizzo non esclude
l'utilizzo di un'altra moneta (solitamente legale) in una data comunità.
Essa può essere legalmente riconosciuta o meno ed essere utilizzata in
territori più o meno vasti e più o meno coincidenti con il territorio
coperto dall'altra moneta.
Diversa
è la moneta alternativa: una moneta, locale o meno, il cui utilizzo
esclude l'utilizzo di un'altra moneta (solitamente legale) in una data
comunità. Essa è quindi solitamente non legalmente riconosciuta nella
stessa comunità, pur potendolo essere in altre (pensiamo alle monete
nazionali odierne o all'euro, a corso legale solo nelle rispettive aree nazionali
o sovrazionali).
In
questo articolo parleremo delle monete complementari ed alternative
considerando il caso (più tipico nei sistemi monetari odierni) in cui
siano implementate in un'area dove già esiste una moneta
legalmente riconosciuta. Considereremo,
inoltre, come monete legalmente riconosciute quelle del tipo esistente
oggigiorno ossia dei Certificati monetari (monete prive quindi della
funzione di misura del valore). Ora, in tal caso quale di queste due monete
(complementare ed alternativa) può essere una vera Moneta e quale invece un
Certificato monetario?
La
vera Moneta, come da noi definita, è per definizione legalmente
riconosciuta. Quindi, dal punto di vista legale, può essere vera
Moneta solo una moneta complementare e non una moneta alternativa:
quest'ultima, infatti, escludendo per definizione l'utilizzo di
altre monete nello stesso territorio, è sempre un Certificato monetario
oggigiorno.
Tuttavia
una moneta complementare seppur legalmente riconosciuta e con le caratteristiche
di una vera Moneta non è compatibile dal punto di vista teorico con un
Certificato monetario quale è la moneta legale odierna (vedi Compatibilità
tra Moneta e Certificato monetario), ma dal punto di vista pratico si
può certamente implementare con tutti i vantaggi che ne derivano in
termini di disponibilità di mezzo di scambio, di velocità di circolazione dello
stesso e quindi di incentivo dell'attività produttiva di beni e servizi sottostanti.
E'
necessario notare, comunque, che dal punto di vista pratico non è
necessaria la legalità
della moneta complementare o della moneta alternativa per renderla utile e
vantaggiosa, nel momento in cui l'accordo non legale
è rispettato dalle parti coinvolte. Di certo, sempre dal punto di vista
pratico, risulta più compatibile con la realtà legale vigente la moneta
complementare rispetto alla moneta alternativa: per definizione infatti essa non si pone in alternativa alla moneta legale stessa e
quindi non dovrebbero porsi problemi di incompatibilità a livello legale.
Quali
sono le caratteristiche che deve avere una moneta complementare, nell'ipotesi in cui
non sia legalmente riconosciuta dalla comunità emittente la moneta
legale, per essere non competitiva nella pratica con
la moneta a corso legale stessa? Essa, per far ciò, non deve ostacolare
le due funzioni tipiche svolte dalla moneta odierna: quella di mezzo di
scambio e quella di riserva di valore.
In
primo luogo, tale moneta complementare deve quindi poter essere usata contemporaneamente alla moneta legale nei pagamenti,
ossia deve avere un rapporto di cambio determinato con la moneta legale
(possibilità cioè di pagamenti misti in valute diverse),
pur non essendo legalmente convertibile con essa. Ciò al fine di non
competere nella funzione di mezzo di scambio. In secondo luogo, essa non deve
poter essere accumulata, a differenza della
moneta legale odierna, al fine di non competere nella funzione di riserva
di valore. La complementarità di una moneta, in altre parole, per
essere effettivamente tale (e cioè non competitiva con la moneta a corso
legale) deve essere priva della funzione di riserva di valore e fungere
quindi solo ed esclusivamente come mezzo di scambio.
Una
moneta alternativa, invece, è per definizione competitiva con la moneta
legale vigente. Essa può nella pratica essere utilizzata a scapito però
della legge vigente, ed a differenza della moneta complementare che integra la
legge anziché esserle contraria. Essa per definizione non è utilizzata
contemporaneamente alla moneta legale vigente nei pagamenti, e può o meno
essere convertibile con essa: la moneta alternativa è quindi un mezzo di
scambio competitivo rispetto alla moneta legale. Inoltre, essendo
alternativa, per definizione può svolgere anch'essa la funzione di riserva di
valore al pari della moneta legale odierna.
La
moneta complementare, in ultima analisi, anche quando non legalmente
riconosciuta, svolge una funzione di supporto alla moneta legale favorendo
l'incontro tra offerta e domanda di beni e servizi non coperti dalla
moneta legale. Il suo utilizzo, seppur teoricamente non sostenibile nel
caso sia una vera Moneta (date le monete legali odierne che sono dei
Certificati monetari), diventa nella pratica fonte di benessere per la
collettività. Ed è eticamente sensato il dare priorità alle necessità
pratiche rispetto alla coerenza teorica, ed implementare quindi monete
complementari quando necessarie a soddisfare bisogni insoddisfatti ed
utilizzare risorse inutilizzate.
La
moneta alternativa, invece, legale o meno, non sempre è nella pratica
fonte di benessere per la collettività. La sua presenza, infatti, essendo
d'ostacolo all'utilizzo della moneta legale vigente, potrebbe creare
frizioni tra le due valute e rallentare
la velocità di circolazione del mezzo di scambio, e quindi ostacolare
anche l'attività
produttiva di beni e servizi sottostanti.
La
moneta complementare può anche essere implementata come moneta
immaginaria, ossia come moneta la cui unica funzione è quella di misura
del valore (vedi Moneta immaginaria).
Ciò non può accadere per una moneta alternativa, la quale per
definizione si pone in competizione con la moneta legale: ciò significa
che, essendo le monete legali odierne dei Certificati monetari, essa può
svolgere solo le funzioni di mezzo di scambio e di riserva di valore. E
tale fatto spiega, dal punto di vista della funzione monetaria, il
perché solo la moneta complementare possa essere una vera Moneta (come
già visto sopra considerando il punto di vista legale).
D'altra
parte, per essere anche teoricamente compatibile con le monete legali
odierne (Certificati monetari), anche la moneta complementare deve essere
un Certificato monetario. Ed anche quindi quel Certificato monetario
particolare che, sotto determinate ipotesi, è anche una vera Moneta: la
moneta immaginaria.
Una
moneta complementare che sia moneta immaginaria, quindi, è
l'unico tipo di moneta che permette non solo una compatibilità pratica
ma anche una compatibilità teorica con le monete legali odierne
(Certificati monetari), pur essendo sotto particolari ipotesi una vera
Moneta (vedi Moneta immaginaria).
24/11/2005
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