Il
nostro punto di vista, in sintesi
Pur
non ritenendosi "neo-austriaco" a causa di alcune notevoli divergenze teoriche,
in particolare una divergenza di base sulla teoria monetaria (pur
condividendo la critica austriaca dell'attuale sistema bancario) ed un
approccio meno liberista e più keynesiano riguardo all'intervento
pubblico nella sfera sociale, il nostro
Staff
reputa la Scuola Austriaca di Economia (in particolare, i neo-austriaci
seguaci di Von Mises) la scuola di pensiero economico
esistente più vicina alle proprie idee. In particolar modo, una simile
metodologia di analisi economica, l'uso della logica verbale (mentale),
ci
unisce ai "neo-austriaci" ma si differenzia da quella di questi
ultimi per l'ulteriore considerazione,
ove necessario, di ciò che nella scienza economica moderna (ed anche nella
teoria economica austriaca) viene "scientificamente" messa da
parte: la logica emotiva, in altre parole il buon senso (ossia
l'etica).
Riteniamo infatti, al pari dei "neo-austriaci", che esista una
logica assoluta; a differenza di Mises e seguaci, pur riconoscendo la necessità di distinguere nell'analisi teorica
la logica verbale dalla logica emotiva, riteniamo però che un'indagine
del pensiero e dell'azione umana debba comprendere non solo l'aspetto mentale bensì anche quello
emotivo dell'essere umano.
Riconosciamo
uno studio logico qualitativo delle scienze sociali come il più coerente con
la natura umana (in contrasto con la logica quantitativa usata nelle
scienze naturali). Evidenziamo l'inadeguatezza di
qualsiasi strumento logico matematico che pretenda di dare informazioni
sul presente e sul futuro
dell'Economia che permettano una qualche maggior comprensione (rispetto ad un'analisi verbale)
del fenomeno
economico in sé. Riteniamo infatti lo strumento statistico uno strumento utile per l'analisi storica
dei fenomeni sociali, che diventa
però nello strumento econometrico uno strumento meccanico di previsione
di variabili future per definizione non conoscibili e che di conseguenza mal si adatta con la natura imprevedibile del pensiero e
dell'azione umana e quindi con un'analisi teorica
realistica di una scienza sociale quale l'Economia.
Consideriamo
il libero mercato dei beni e dei servizi la più efficiente ed equa
forma di allocazione delle risorse, pur ritenendo la moneta (coerentemente con la
nostra teoria monetaria) non un bene od un servizio di mercato
bensì una convenzione istituzionale che misura il valore di tali beni e
servizi e che, nella sua forma più pura, necessita di una gestione
pubblica. Riteniamo inoltre che sia dovere morale della comunità
garantire, nel rispetto del libero mercato dei beni e dei servizi, il soddisfacimento dei bisogni
primari di ogni essere umano.
Riteniamo
importante sia il libero arbitrio d'azione dei singoli individui
sia l'influenza delle istituzioni sul
comportamento umano, ed altresì sosteniamo l'importanza della Storia
come fonte di conoscenza del pensiero umano, sostenendo però la
necessità di una indipendenza
della teoria dalla storia stessa.
Lo
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