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  Cos'è il baratto?

 

Nella letteratura economica si è soliti parlare del baratto come la forma di scambio precedente all'invenzione del denaro. Ma esiste una netta distinzione tra baratto e denaro? Vediamo meglio.

 

 

Con il termine denaro, come visto finora in questo materiale, intendiamo una misura del valore e/o un mezzo di scambio (e di conseguenza anche riserva di valore) utilizzata per convenzione. Abbiamo già distinto tra convenzione istituzionale (vera Moneta) e convenzione sociale (Certificato monetario) nell'articolo Proprietà della Moneta

 

Con il  termine baratto, si intende uno scambio di beni e servizi in cui non vi è un unico bene o servizio che funge da mezzo di scambio, bensì uno scambio in cui qualsiasi bene o servizio può fungere da mezzo di scambio. Quindi se è vero che un bene o servizio barattato non è una vera Moneta in quanto non è una misura del valore basata su una convenzione istituzionale, esso è da considerarsi un Certificato monetario in quanto è un mezzo di scambio basato su una convenzione sociale, ossia basato sull'uso o consuetudine.

 

Un sistema di scambio basato sul baratto è quindi un sistema in cui tutti i beni e servizi sono potenziali (e spesso reali) Certificati monetari, ossia mezzi di scambio. Ma che tipi di mezzi di scambio?

 

Un mezzo di scambio può essere scambiato ad un certo valore nominale (ossia fittizio) oppure al suo valore reale. Mentre una vera Moneta viene scambiata, per definizione, ad un valore nominale, un Certificato monetario può essere scambiato anche al suo valore reale (vedi Moneta senza Signoraggio?).

 

Il baratto è un tipo di scambio in cui il bene o servizio barattato (Certificato monetario) viene scambiato ad un valore nominale. Infatti, affinché si parli di valore reale è necessario avere un unico mezzo di scambio (o comunque un numero limitato e definito di mezzi di scambio) che permettano per convenzione di misurare gli altri beni e servizi in loro unità. Se manca tale accordo convenzionale e quindi qualsiasi bene o servizio può essere potenzialmente scambiato con qualsiasi altro bene o servizio senza utilizzare una misura o alcune misure convenzionali ben definite, ciò significa che l'unità di misura (e quindi il mezzo di scambio) è variabile e non è possibile definire a posteriori un costo di produzione (valore reale) di un dato bene o servizio usando un'unica unità di misura. E che, di conseguenza, l'unità di misura utilizzata nella pratica è il bene acquistato o il bene venduto in ogni data transazione.(1)

 

Il baratto, in sintesi, è un tipo di scambio in cui esistono potenzialmente tanti mezzi di scambio quanti sono i beni e servizi esistenti, e quindi per convenzione sociale i beni e servizi si scambiano ad un valore nominale, mancando una o più definite e condivise unità di misura di scambio. Il baratto è in sostanza un caso estremo di presenza di un Certificato monetario in cui i Certificati monetari stessi sono numericamente non determinati e variano da transazione a transazione a seconda dei beni e servizi barattati, i quali essi stessi sono i mezzi di scambio e quindi i Certificati monetari usati nella transazione.

 

Anche il baratto, quindi, utilizza un tipo di denaro: un Certificato monetario con valore nominale e variabile (nel valore e nell'unità di misura) da transazione a transazione. 

 

 

 

Note:

 

(1) ad es. se vendo 10 pomodori per acquistare in cambio 5 patate, posso utilizzare come unità di misura, indifferentemente, il pomodoro (e quindi 1 patata=2 pomodori) o la patata (e quindi 1 pomodoro=0,5 patate).

 

16/9/2005

 

 

 

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