C'era una volta
l'Economia Politica...
Con
l'avvento degli Stati moderni e dei connessi principi di libertà,
uguaglianza e fraternità si iniziò a studiare un fenomeno che
risultò evidente essere il compito principale di un nascente governo
statale: la gestione delle risorse della comunità.
Già
a quel tempo ogni risorsa, umana o materiale, poteva essere (e spesso
veniva) misurata con una moneta. Gioco forza quindi che il nascente Stato
avesse per definizione un ruolo nelle questioni monetarie. Si parlava
allora giustamente di Economia Politica, intendendo con il termine
"politica" una generica intromissione dello Stato nelle faccende
economiche.
Certo,
ben sappiamo che molte e diverse sono state nel tempo le idee su come tale
intromissione dovesse manifestarsi nella pratica: dalla proprietà
pubblica dei mezzi di produzione (socialismo) all'assenza totale dello
Stato dalle questioni economiche (liberismo). Nessuna ideologia politica,
però, MAI diede o dà priorità alla questione monetaria, punto centrale
ed originario dell'Economia Politica stessa. E due sole sono le possibili
motivazioni,
senza intenzione alcuna di giudicare i singoli casi: la malafede o
l'ignoranza.
Ciononostante
finché di Economia Politica si parlò, la questione monetaria seppur
secondariamente venne discussa dagli studiosi della materia (1). Il dramma
avvenne verso la fine del diciannovesimo secolo con l'inizio del predominio in
ambito accademico (anche qui, per malafede o per ignoranza) dell'approccio
matematico ad una scienza sociale quale l'Economia Politica, predominio
così influente al punto da cambiare il nome stesso della Scienza:
l'Economia Politica divenne pura Economia.
Un
cambiamento apparentemente di poca importanza, ma tale da celare da quel
momento in poi agli studiosi della materia (salvo casi isolati di
ricercatori illuminati) la reale importanza ed il reale ruolo della
questione monetaria nella scienza economica. La subordinazione del ruolo
politico della moneta, infatti, divenne automatico ed inconscio attraverso
tale cambiamento del nome della scienza e delle connesse idee dominanti
tra gli studiosi (e di conseguenza più insegnate agli studenti e più
credute dal popolo).
Forse
è più corretto ancora parlare di Economia Pubblica (2) per indicare
l'Economia Politica, dato che il termine "politico" viene
oggigiorno utilizzato per indicare solo i legislatori pubblici (e non più
gli organi pubblici in generale), e dato che per evitare conflitti di
interesse (vedi Moneta
pubblica vs. Moneta politica) essi non dovrebbero direttamente gestire
l'ammontare della moneta in circolazione.
La
Moneta e di conseguenza l'Economia Politica, che sulla prima si basa, sono
una questione per loro natura pubblica: il potere di creare valore dal
nulla e determinarne la misura è una convenzione e, più in generale, una
legge. Un accordo quindi pubblico, e non privato, la cui sovranità deve
di conseguenza essere della comunità nel suo complesso.
Note:
(1)
al tempo tuttavia predominava una concezione della moneta come moneta-merce,
e non come pura misura del valore istituzionale.
(2)
termine fra l'altro già utilizzato oggigiorno come sinonimo di Scienza
della Finanze (pubbliche), intesa come branchia "pubblica"
dell'Economia.
2/9/2005
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