Distribuzione
monetaria
Nel
precedente articolo, abbiamo accennato alla "distribuzione della
moneta" come fattore necessario ai fini dell'equità della
competizione monetaria. In particolare, abbiamo parlato di
"precedenza nella distribuzione della moneta emessa" e di
"quantità di moneta distribuita ad ogni individuo".
A
differenza della competizione della moneta, che dipende dalla natura
stessa della moneta, la sua distribuzione dipende da scelte discrezionali
del policy maker. In questo senso, non è possibile stabilire l'efficienza
e l'equità di un dato tipo di distribuzione della moneta, se non
relativamente al tipo di distribuzione discrezionalmente prestabilita.
In
altre parole, mentre l'emissione dei due tipi di denaro (Moneta e
Certificato monetario) ha un mezzo ed un fine logico (logica
mentale)(1), il mezzo ed il fine della distribuzione sono discrezionali e
contengono giudizi di valore (logica emotiva).
Ora,
la competizione monetaria per essere equa richiede, come detto, che nessun
cittadino sia favorito rispetto agli altri: 1) nella precedenza della
distribuzione della moneta emessa. 2) nella quantità di moneta
distribuita ad ogni individuo con l'emissione.
Riguardo
al primo punto, risulta chiaro che nessun cittadino viene favorito
rispetto agli altri solo se la distribuzione della moneta avviene contemporaneamente
verso tutti i cittadini. Riguardo al secondo punto, risulta chiaro che
nessun cittadino viene favorito rispetto agli altri solo se la quantità
di moneta distribuita con l'emissione è uguale per ogni
individuo.(2)
La
competizione monetaria (o meglio, la competizione di emissioni monetarie)
è quindi equa solo quando tali due situazioni sono entrambe presenti.
Ciò può accadere solo: 1) in
presenza di un Reddito di Cittadinanza, emesso ex post in denaro
(con l'utilizzo intermedio di titoli nominali) nel caso di una vera
Moneta, ed emesso ex ante in denaro nel caso di un Certificato monetario.
2) in presenza di un'emissione per spese pubbliche di interesse
collettivo (e per tal motivo, equiparabili teoricamente ad
un'emissione in cui la quota per ogni singolo individuo è costante, come
il RdC di cui sopra).(3)
Note:
(1)
nel caso della Moneta, il mezzo è la copertura ex post dei costi di
produzione ed il fine è la misura del valore; nel caso del Certificato
monetario, il mezzo è il finanziamento ex ante di beni e servizi (da
produrre o prodotti) ed il fine è la creazione di un mezzo di scambio.
(2)
ricordiamo che stiamo parlando di distribuzione della moneta all'atto
dell'emissione, e non di distribuzione tout court. Tuttavia, dato che
l'oggetto dell'analisi è la distribuzione in sé, per logica induttiva gli
stessi ragionamenti valgono per una distribuzione della moneta tout court.
Anche quindi per una re-distribuzione, cioè una distribuzione finanziata
con l'indebitamento pubblico e/o con l'imposizione fiscale (pensiamo ad
esempio alla odierna redistribuzione diretta tramite il sistema
pensionistico e sanitario, od indiretta tramite il prelievo fiscale).
(3)
tra le spese pubbliche di interesse collettivo non rientrano quindi quelle
spese le cui quote non sono identiche per ogni singolo cittadino: si pensi
ad esempio ai sussidi, alle pensioni, ai finanziamenti per iniziative
private (a fondo perduto o meno).
27/7/2005
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