Credito e debito
monetario
I
concetti di credito e debito di per sé indicano
rispettivamente un avanzo ed un disavanzo di una essenza limitata
o di una sostanza nei confronti di un altro soggetto. Ci focalizziamo qui,
in particolare, sui concetti di credito e debito di Moneta; ossia su una cessione
temporanea di denaro, chiamata anche prestito.(1)
I
concetti di credito e debito di Moneta presuppongono un movimento
di Moneta tra due soggetti, diretto od indiretto: diretto quando
tale movimento avviene in Moneta, indiretto quando tale movimento
avviene attraverso l'utilizzo di un Titolo monetario, che rappresenta una
data quantità di Moneta.
Un
Titolo, come ogni rappresentante, presuppone un reale rapporto di
rappresentazione del rappresentato. Un vero Titolo monetario, in altre
parole, rappresenta Moneta realmente esistente all'atto della creazione
dello stesso Titolo.
Nel
sistema "monetario" odierno invece abbiamo, come già spiegato, non una vera Moneta
bensì un Certificato monetario. Un mezzo di scambio, cioè, con il
quale si certifica (cioè si rende certo) il valore monetario
incorporato, pur non essendo misura del valore (per i motivi
già spiegati). Di conseguenza i Titoli "monetari" odierni
sono in realtà Titoli di un Certificato monetario. Accade così che un
Titolo "monetario" odierno venga emesso senza una reale presenza
di Moneta sottostante all'atto della creazione dello stesso Titolo.
Tale
fatto può accadere perché un Certificato monetario, non essendo misura
del valore, non viene emesso per coprire un reale valore prodotto
(costo di produzione) bensì per finanziare a monte, attraverso un
prestito, una potenziale produzione futura di valore. Ciò fa sì che i
Titoli di tale Certificato monetario, a loro volta, non rappresentino un reale valore
prodotto.
Quanto
detto equivale a dire che i crediti e debiti "monetari" creati
oggigiorno con l'emissione di nuova moneta (prestiti da parte del sistema
bancario) non rappresentano un reale valore prodotto.(2) Ma significa
inoltre che anche i crediti e debiti "monetari" creati senza
emettere nuovo Certificato monetario (prestiti da parte di privati) non
rappresentano un reale valore prodotto: tali Certificati monetari,
infatti, furono inizialmente emessi dal sistema bancario senza
rappresentare un reale valore prodotto. E pertanto il loro reale valore
monetario continua ad essere nullo.
Solo
in presenza di una Vera Moneta, che è innanzitutto misura del valore,
avremo che la Moneta emessa dall'organo pubblico deputato copre solo un
reale valore prodotto (costi di produzione già realizzati). Per tal
motivo l'emissione avviene sotto forma di una cessione definitiva
(dono o "vendita" a costo nullo; in tal senso moneta-credito) di Moneta e non di una cessione temporanea
(prestito; moneta-debito) di Moneta.
Il valore monetario, come già visto nell'articolo Accumulazione
della Moneta, non si esaurisce infatti con il consumo come il valore materiale
dei beni e servizi e quindi un'emissione della Moneta sotto forma di
prestito può avvenire solo in presenza di una "moneta
distorta", il Certificato monetario, che viene intesa esclusivamente
come mezzo di scambio e non, prima di tutto, come misura del valore.(3)
In
presenza di una vera Moneta, quindi, il credito e debito monetario
(intesi come cessione temporanea di denaro, prestito di denaro) riguardano solo Moneta già esistente nel sistema e non Moneta emessa. Un
credito e debito monetario, infatti, rappresentano un avanzo o disavanzo
monetario a monte, cioè precedente la produzione del bene o
servizio, e non una misura del valore di tale produzione. Una misura del
valore, infatti, può
misurare i costi di produzione solo una volta che tale produzione sia avvenuta,
ossia a valle.(4)
Note:
(1)
è comprensibile infatti come un credito e un corrispettivo debito esistano solo nel
momento in cui sia obbligatorio restituire in una qualche
forma quanto dato, cioè quanto prestato. Tale obbligo può derivare
da una convenzione (sociale o istituzionale) ma anche dalla propria
coscienza (dovere morale).
(2)
tale fatto viene accentuato ancor più dalla presenza di un coefficiente di riserva
frazionale (oggigiorno oramai nullo) che permette una creazione di
Certificato monetario dal nulla da parte delle banche ordinarie, facendo venir
meno un rapporto di identità tra denaro a disposizione
(depositi+capitale proprio) e denaro prestato.
(3)
la logica implicita in tale ragionamento è che se il valore monetario si
protrae oltre il consumo materiale del bene o servizio misurato,
un'emissione monetaria basata sul prestito determinerebbe una
distruzione del valore monetario rientrante all'emittente. Distruzione che,
in presenza di un Certificato monetario, provoca una distruzione di un
semplice certificato; ma che, invece, in presenza di una vera Moneta,
provoca la distruzione di un reale valore prodotto. Ma una vera Moneta
è per definizione una misura del valore e, in quanto tale, deve misurare
correttamente il valore prodotto, e non distruggerlo.
(4)
più in generale, è logico che una misura può misurare l'oggetto della
misura solo una volta che tale oggetto si sia manifestato. Per questo logico
motivo l'emissione di una vera Moneta avviene solo per coprire costi di
produzione non solo determinati nel loro ammontare ma già manifestatisi (in
altre parole, a produzione avvenuta).
19/6/2005
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