"Il Debito come strumento di controllo"
di Carlo Tecce

"Vuol sapere un segreto?", dice Carlo Secchi con la voce impastata durante un'ora di colloquio a murare domande e tramandare leggende. La Commissione Trilateral, origine americana e desideri di tecnocrazia, dollari e diplomazia, maneggia sapientemente i segreti. Secchi è il presidente italiano, nonché ex rettore all'Università Bocconi e consigliere d'amministrazione di sei società quotate in Borsa tra cui Italcementi, Mediaset e Pirelli: "Quando il nostro reggente europeo Mario Monti ha ricevuto l'incarico dal Quirinale, e stava per formare il governo, noi eravamo riuniti: curiosa coincidenza, non l'abbiamo scelto noi". Questo è un tentativo di respingere i complotti che inseguono la Commissione.
Emessi al portatore dalla Federal Reserve negli anni Trenta, erano tuttora in circolazione. Denunciato un settantenne.Titoli di credito americani per un valore nominale pari a 1,5 miliardi di dollari e certificati di deposito per circa mille tonnellate di oro, per un controvalore di oltre tre miliardi di euro sono stati sequestrati da finanzieri del Comando Provinciale di Roma, poichè ritenuti di dubbia provenienza, nell’ambito di un’operazione, ribattezzata Million dollar, che ha interessato le province di Roma e Viterbo.
Si tratta dell’epilogo di un’intensa attività investigativa, durata alcuni mesi, su un giro di titoli del debito pubblico degli Stati Uniti d’America, emessi al portatore dalla Federal Reserve negli anni Trenta, tuttora in circolazione presumibilmente per essere destinati alla garanzia di prestiti ovvero di opache transazioni finanziarie internazionali .Delineato il quadro investigativo, è scattato il blitz delle fiamme gialle del I Gruppo Roma che, in collaborazione con i colleghi di Viterbo, hanno intercettato, nel capoluogo della Tuscia, un settantenne che deteneva nella sua autovettura una valigetta con i titoli e i certificati di deposito, oltre a documentazione relativa ad operazioni finanziarie che è stata ritenuta interessante dai militari.
di Sergio Di Cori Modigliani
“Che bello vivere in un mondo dove non esiste più la guerra fredda. E sarebbe ancora più bello vivere in un mondo in cui non esiste neppure la guerra. Per il momento prendiamo atto che c’è la guerra calda e quindi ci adattiamo al territorio. Si tratta, pertanto, di interessi strategici nazionali, perché si tratta di difendere gli interessi della nazione e il futuro e il destino dei nostri figli e nipoti. Così si costruisce la base della democrazia diretta. E’ bene che chi ha orecchie senta molto bene, perché si volta pagina. Le nostre risorse, la nostra ricchezza, la nostra industria, i nostri prodotti, sono prima di tutto: nostri. Cioè degli imprenditori e dei lavoratori. Delle nazione. E lo Stato ne garantisce la sovranità e li cautela”.
Sembra un bollettino di guerra, e infatti lo è.
E’ la prima parte di un discorso ufficiale della presidente della Repubblica Argentina, Cristina Kirchner, nel quale, ieri mattina 16 aprile, ha annunciato l’espropriazione e la nazionalizzazione definitiva dell’azienda “Yacimientos Petroliferos Fiscales” meglio nota come YPF, la cui contrastata e discussa gestione apparteneva alla iberica Repsol, di proprietà del governo spagnolo e gestita da una holding europea finanziata dalla BCE attraverso la compartecipazione di Banco Santander, Banco de Bilbao, Unicredit, Intesa Sanpaolo, Banca Popolare di Milano, Societé General, Credit Agricole, Eni, Deutsche Bank.
di Ignazio Dessì
L’asse Monti-Fornero batte la lingua sul tamburo intonando il mantra “più licenziabilità più posti di lavoro per i giovani” e il magico cilindro governativo sputa fuori un nuovo articolo 18 dello Statuto dei lavoratori frutto della mediazione con la politica. Ma nella realtà proliferano gli esodati, i disoccupati e i disperati che si suicidano. La società italiana è in fermento e la categoria lavoratrice sembra percossa da un senso di impotenza.
Del resto dopo il licenziamento si avrà diritto a 12 mesi di indennità (Aspi) e poi si finirà sulla strada. Così quando per forzare la mano e far passare le riforme auspicate dal trionfante mercato molti esponenti del governo fanno riferimento a quanto esiste in Europa dimenticano quella parte di tutela sociale (la più importante) che il Vecchio Continente offre ai cittadini.
di Malin Rising
La Svezia è stata il primo paese europeo ad introdurre le banconote nel 1661. Ora è quello più propenso a sbarazzarsene. "Non vedo perché dovremmo ancora stampare banconote", dice Bjoern Ulvaeus, ex membro del gruppo anni '70 ABBA, ed a favore di un mondo senza denaro contante.
Il profilo di una società di tal tipo si sta delineando in questa nazione ad alta tecnologia, creando frustrazione in chi preferisce monete e banconote al denaro digitale.
In molte città svedesi gli autobus pubblici non accettano denaro contante. I biglietti sono prepagati o ottenuti attraverso l’acquisto con un SMS. Un piccolo ma crescente numero di esercizi accetta solo carte di credito, ed alcune uffici bancari -che guadagnano dalle transazioni finanziarie- hanno smesso completamente di emettere denaro.
di Tito Pulsinelli
da Caracas (Venezuela)
Riformare il sistema monetario e finanziario internazionale – Nuove regole per il FMI – No alla destabilizzazione della Siria
Il IV vertice del BRICS di Nuova Delhi passa alla fondazione di una propria struttura finanziaria unificata. Disporranno d’una banca per lo sviluppo alimentata con le risorse monetarie crescenti di questo nuovo polo di potere. I Governatori delle banche centrali e i ministri delle finanze si riuniranno periodicamente. Sono favorevoli alla soluzione pacifica del conflitto in Siria, soprattutto a non alimentarlo sotterraneamente, con iniziative al margine della legalità. Hu Jintao sottolinea il ruolo positivo del BRICS a favore della pace e d’una nuova governabilità, messa a dura prova dal crescente disordine dei mercati.
Ribadiscono la critica al FMI, e chiamano ad una sua ristrutturazione che rispecchi la nuova realtà contemporanea. E’ insostenibile che continui ad essere un feudo degli USA e dell’Europa, come all’indomani della fine del secondo conflitto mondiale.
di Adriana Bernardotti
da Buenos Aires (Argentina)
L’Argentina ha abbattuto un altro pilastro delle politiche neoliberiste sancendo la fine dell’autonomia della Banca Centrale dalla politica. Questa settimana è prevista la conferma al Senato della Repubblica del nuovo Regolamento Organico della BCRA, approvato lo scorso mercoledì alla Camera de Deputati. La modifica dello status dell’istituzione era stato il principale annuncio politico fatto dalla presidente Cristina Kirchner nell’inaugurazione dell’anno legislativo del 2012, agli inizi del mese di marzo.
L’autonomia delle banche centrali è stata uno dei capisaldi delle politiche imposte dal FMI e dagli organismi internazionali negli anni ’90, sotto il paradigma del Consenso di Washington in America Latina. Riforme in questa direzione sono state promulgate in Cile (1989), Argentina (1992), Venezuela (1992), Messico (1994), con l’argomento che la politica monetaria – ovvero la preservazione del valore della moneta – è una funzione eminentemente tecnica che deve essere staccata dalla politica economica di un paese e lasciata in mano dei tecnici.
di Francesco Filini
Ebbene sì, anche l’alto rappresentante dell’eurocrazia Martin Schulz ha ammesso pubblicamente che le modalità con cui viene emessa la moneta europea da parte della BCE rappresenta la più grande truffa degli ultimi secoli.
E’ accaduto lo scorso 24 Febbraio durante l’incontro organizzato dal Forum Nazionale Giovani con il Presidente del Parlamento Europeo: un momento di confronto sui temi più svariati tra la nuova generazione italiana e l’alto rappresentate UE. Numerose le domande rivolte all’esponente della socialdemocrazia tedesca, tutte incentrate sul futuro dei giovani.
di Anna Maria Vitulano
Arcipelago Scec rientrerà tra le azioni che l’assessorato alle politiche sociali del comune di Manfredonia sta già mettendo in campo a favore della comunità: “oltre il ventaglio di misure economiche -ribadisce l’assessore alle politiche sociali del comune di Manfredonia, Paolo Cascavilla- per sostenere le famiglie occorre un nuovo tipo di associazionismo che rianimi il senso di comunità e che porti la stessa comunità a ragionare in termini diversi. Il compito del politico è anche quello di indirizzare e di scuotere le sensibilità”.
La presentazione di Arcipelago Scec è avvenuta nei giorni scorsi a Manfredonia, presso la saletta delle civiche biblioteche comunali, a cura del presidente nazionale Pierluigi Paoletti, accompagnato da Ettore Affatati, presidente di Arcipelago Scec Calabria, alla presenza del referente di zona, Donato Arciuolo, e del suo collaboratore Stefano Borgomastro.
di Francesco Filini
Finalmente arriva la risposta all’interrogazione presentata dall’Europarlamentare Marco Scurria sulla natura giuridica dell’€uro, e finalmente arriva la conferma: ci stanno truffando. Ci hanno sempre truffati. Ma andiamo per ordine.
Marco Scurria aveva chiesto chiarimenti sulla risposta data dalla commissione europea alla prima interrogazione sulla proprietà giuridica dell’euro presentata dall’On. Mario Borghezio, nella quale si affermava che nella fase dell’emissione le banconote appartengono all’Eurosistema, mentre nella fase della circolazione appartengono al titolare del conto sulle quali vengono addebitate. Attenzione perchè le parole negli atti ufficiali e nel linguaggio tecno-eurocratico vanno soppesate per bene. Quindi il commissario Olli Rehn rispondeva a Borghezio che la proprietà delle banconote cartacee (dove troviamo ben impressa in ogni lingua dell’Unione la sigla della Banca Centrale Europea) è dell’EUROSISTEMA. Ma cos’è quest’Eurosistema?
di Signoraggio.info
Se Auriti sapesse...quante persone usino il suo nome, ma poi non facciano nulla nel concreto per rendergli degno rispetto.
Se Auriti sapesse...quanti parlino del suo Simec, ma senza attivarsi come lui fece con gran coraggio e intelligenza.
Se Auriti sapesse...come tanti che usano il suo nome, anziché fare, usino la teoria del signoraggio per aggrapparsi a partiti e partitini, o crearne di nuovi, o vendere libri, o fare conferenze...per soddisfare il loro ego e guadagnarsi qualche lira.